708days since
Equinozio di primavera


Il mondo dei mandala tra arte e simboli

Pensieri e Parole...di Annalisa

Affido a questo spazio i pensieri e le parole che affiorano nei momenti  piu' impensati e che altrimenti volerebbero via... invece ogni pensiero merita una parola per aiutare i ricordi ad arricchire la memoria.

Buona navigazione 

Annalisa


 

Selvaggi ed intellettuali?

posted Sep 12, 2011 10:53 AM by Annalisa Ippolito

Selvaggi ed intellettuali?
Tutte le persone che voi vedete, che conoscete,
che vi può capitare di conoscere, sono macchine,
vere e proprie macchine che lavorano soltanto sotto
la pressione di influenze esterne, come voi stesso avete detto.
Macchine sono nate e macchine moriranno.
Che c’entrano i selvaggi e gli intellettuali?
Anche ora, in questo preciso istante,
mentre parliamo, parecchi milioni di macchine
cercano di annientarsi a vicenda.
In che cosa differiscono, quindi?
Dove sono i selvaggi e dove gli intellettuali?
George I. Gurdjieff

La poesia salva in... Ogni Caso

posted Feb 3, 2011 3:27 AM by Annalisa Ippolito   [ updated Feb 3, 2011 3:47 AM ]

Ci sono momenti in cui prendiamo in prestito parole di altri che meglio di noi esprimono i nostri sentimenti... un modo per confermare la similitudine e la vicinanza di esperienze  ed emozioni  provate da ciascuno in ogni tempo, in ogni luogo, perche' anche l'anima che abbiamo e'  granello polveroso di una stella gigante che viaggia da infiniti anni e si porta dietro il nostro passato e il nostro futuro. Contemporaneamente....in Ogni Caso

Oggi le parole me le presta la poetessa polacca Wislawa Szymborska 
(Premio Nobel 1996).



Ogni Caso

Poteva accadere.
Doveva accadere.
E’ accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’ accaduto non a te.
 
Ti sei salvata perché eri la prima.
Ti sei salvata perché eri l’ultima.
Perché da sola. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
 
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
 
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
 
Dunque  ci sei ? Dritto dall’attimo  ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
 

Danze risorgimentali per celebrare l'Anno Nuovo

posted Jan 3, 2011 2:13 AM by Annalisa Ippolito

A Capodanno quest'anno Bologna si è vestita con l’abito da ballo per celebrare con un Gran Ballo Risorgimentale i 150 anni dell'Unita' d'Italia.

La Sala del Podesta' nel Palazzo di Re Enzo in Piazza Maggiore ha visto accendersi le luci dei lampadari di cristallo sulle note di Valzer, Polke e Quadriglie nel puro stile ottocentesco, mentre gli associati alla Societa’ di Danza italiana provenienti da tutto lo Stivale ne interpretavano  le figure tradizionali adornati con abiti fruscianti, code, ghette e guanti bianchi.

Un evento suggestivo nel recupero di una tradizione culturale e sociale per celebrare questa Italia che da 150 anni ha trovato una Unita’ presa a picconate dai politicanti di turno. Una bella manifestazione per i nostri occhi e le nostre orecchie… anche allora si festeggiava il nuovo con la vecchia maniera dei balli di societa’. Quanta euforia per celebrare un Paese che nasceva per far si che il vecchio non cambiasse poi troppo. Ma ai romantici come me, le feste piacciono, specie se in costume e specie se il primo dell’anno.

Allora BUON ANNO! E che la festa abbia inizio…

Gran Ballo Risorgimentale, Bologna 1 Gennaio 2011








 

Ogni mattina... suggerimenti di Omar Falworth

posted Sep 30, 2010 4:08 PM by Annalisa Ippolito

Versi che avrei voluto scrivere io...
Annalisa

Ogni mattina, appena ti alzi da letto.
ricordati di rivolgere un pensiero alla vita
e alla grande fortuna che hai di esistere.
affinché esso ti accompagni durante la giornata
ampliandoti le gioie e riducendo i dispiaceri.

Ogni mattina, mentre ti vesti.
ricordati di rivolgere un pensiero al mondo
e all'immensa bellezza di cui ti fa dono.
affinché tu possa riempirti gli occhi del bello
che c'è in ogni cosa che vedi.

Ogni mattina, mentre ti bagni il viso.
ricordati di rivolgere un pensiero all'amore.
affinché colori d'arcobaleno la tua mente
e ti spinga a donare il meglio di te agli altri.

Ogni mattina, mentre bevi il tuo caffè.
ricordati di rivolgere un pensiero alla morte.
affinché ti faccia apprezzare ogni istante del giorno
e ti sproni ad agire per favorire la vita.

Se sai vivere bene un solo giorno
riuscirai a vivere bene tutta la vita.

Ricordati che oggi incontrerai
uno stolto che metterà a dura prova
la tua bontà e la tua pazienza,
un maldicente che sparlerà di te,
un furbo che cercherà di usarti,
un presuntuoso che pretenderà
di aver ragione ad ogni costo,
un prepotente che cercherà di sopraffarti.
un iracondo che ti trasmetterà rabbia.

Ma tu non ti lascerai turbare più di tanto
Perché sarai in compagnia di.
un moderato che frenerà le tue razioni,
un buono che tramuterà in bene
tutto il male che riceverai,
un saggio che ti guiderà sulla retta via
e ti farà prendere delle buone decisioni,
ovvero sarai in compagnia
di te stesso.

Omar Falworth

Quello che abbiamo e quello che no...

posted Jun 18, 2010 7:23 AM by Annalisa Ippolito   [ updated Sep 12, 2011 10:03 AM ]

Noi non abbiamo case di proprieta' e non abbiamo un lavoro fisso, ma abbiamo ricevuto il mondo in comodato d'uso.

Annalisa&Carlo

Sulle orme operai di Pomigliano degli Oppressi di Freire e di noi tutti

posted Jun 18, 2010 2:36 AM by Annalisa Ippolito   [ updated Jun 18, 2010 7:46 AM ]

Leggo un editoriale del sito di satira mamma (http://www.mamma.am/mamma/articoli/art_6400.html) e mi sento oppressa. Un conato di nausea  coinvolge il cuore e lo stomaco, li sento agitarsi. Il senso di oppressione e di pena mi assale. Sento che la situazione e' paradossale, kafkiana. Prende vita la trasformazione dal buon vivere al pressapochismo, l'evoluzione verso il basso della nostra consapevolezza di essere societa' civile e politica. Dove per politica intendo il far parte attiva della “polis” che nel greco antico indicava la citta'. E la citta' era di tutti nell'Atene dei tempi d'oro. Ecco non viviamo piu' nella nostra citta' come cittadini, con i nostri diritti e doveri, nel rispetto delle aspirazioni di ciascuno, delle differenze e della legalita'. La contraddizione e' tutta in questa sensazione di essere in una situazione che non rispetta noi stessi, che genera uno stato di insoddisfazione, nel quale tutti stiamo male. Ma il peggio e' pensare che tutto questo sia normale!!! La conseguenza di una serie di circostanze che ci riguardano solo da lontano.
Guardiamo una vita attraverso due dimensioni che spiaccicano la realta' nel tubo catodico che non esiste piu' in televisori al plasma che si vanta di essere piatto e tutto appiattisce. La prospettiva e' quell'insieme di proporzioni, calcoli, proiezioni che gia' nell'arte antica, permise alle cose, agli oggetti, alle forme e alle persone di mantenere la loro corposita', la loro tridimensionalita' e di misurare distanze altrimenti illegibili sul piano. Anche quando questo era inclinato. Ora che ne abbiamo fatto della nostra capacita' di vedere le cose dalla nostra prospettiva? E da piu' punti di vista? Quali prospettive applichiamo? Che fine ha fatto la tridimensionalita' per non parlare della quarta dimensione, che prendo in prestito dagli artisti del primo '900 che incitava a vedere le cose nel loro insieme di spazio- tempo. Dove siamo noi oggi? Dov'e' la nostra capacita' di collocare le cose nello spazio e nel tempo? 
Paulo Freire, il pedagogista brasiliano, nella sua Pedagogia degli Oppressi tocca argomenti profondi, tocca il cuore di un sistema che parte dall'educazione per rendere gli uomini ricettori passivi della realta' e viverla senza fantasia e creativita' senza possederla anzi, lasciandosi andare alla corrente. Oppressi da sensi di colpa e  contraddizioni. Freire sfidava piu' di quaranta anni fa la corruzione di un sistema che era funzionale alla disuguaglianza, alle ingiustizie e alla prevaricazione. Per questo pago' con l'esilio dalla sua terra e l'ostracismo duro' per molto tempo. Sono passati quasi quaranta anni dal fermento culturale e di innovazione che negli anni tra il '60 e la meta' dei '70 smosse il mondo. 
E come stiamo oggi? Che cosa vedo intorno? Una societa' dove diritti acquisiti vengo costantemente oltraggiati, la dignita' delle persone calpestata, sia essa legata al lavoro, alle case, alla religione o al colore della pelle. 
Paghiamo quotidianamente per non essere responsabili di noi stessi. Le criticita' della nostra epoca, nelle quali annaspiamo senza voler capire che la soluzione non ci viene mai da fuori, ci sfuggono. Con una superficialita' indotta non solo dall'indolenza di una educazione asettica e  antagonistica, ma pure dalla nostra personale cecita' e dall'individualismo che ci limita a guardare nel nostro piccolo orticello senza vedere il grande parco in cui siamo collocati, possiamo fare ben poco.
Proprio non vorrei scomodare esempi come Gandhi e Danilo Dolci,  ma non vedo tanta differenza tra gli analfabeti e i contadini siciliani o gli indiani sotto la colonizzazione inglese e noi italiani di oggi. 
Freire diceva sempre che dopo aver preso coscienza del problema la domanda sorgeva spontanea: Che fare?
E' ora di porcela questa domanda. E non bisogna essere un'icona della nonviolenza, un santo o un asceta per trovare una risposta. 
Possiamo opporci a questa deplorevole situazione di oppressione solo impegnandoci, rimanendo vigili, vivendo consapevolmente e riscoprendo la bellezza di essere comunita' civile; tutti responsabili di mantenere questa societa' aperta e condivisibile , riappropriandoci di spazi decisionali e non delegando ad altri quello che ci compete.
Ciascuno e' quello che sceglie di essere, di fare, di vivere... anche con 500euro al mese, anche con il sussidio di disoccupazione e un contratto a tempo determinato, anche senza tutele di sindacati;
non sempre potremmo dire: “uh! Io non lo sapevo!”, “io non c'ero”, “ e' successo altrove”  sono commenti gia' usati. Vanno bene una volta. Ma oggi? Dobbiamo inventarci qualcosa di diverso. Riscoprire le radici di una critica costruttiva e di coscientizzare noi stessi e gli altri e concentare l'avventura della nostra vita nel mondo in cui viviamo. Don Milani aveva un bellissimo e straordinario motto sulla porta della sua scuola a Barbiana “I care!” -(Me ne prendo cura)
Ecco allora, prendiamoci cura di noi, di noi stessi e degli altri, delle nostre cose, della nostra realta' sociale. In maniera propositiva e bella. Si' siamo creativi, ma seri, e per farlo bisogna anche saper sorridere nelle disgrazie.  Un pensiero ai lavoratori di Pomigliano. E ai sindacalisti che una volta muovevano masse e messe ed oggi zerbinano alla politica di truffatori, giocolieri, nani e ballerine!

Happy Birthday BOB DYLAN!

posted May 25, 2010 2:17 PM by Annalisa Ippolito

Forever Young - Joan Beaz

A volte il regalo lo ricevono gli altri invece che i festeggiati. E' il caso di Bob Dylan. Ha compiuto gli anni il 24 maggio e nella sua carriera lunga ormai quasi 50 anni ha regalato al mondo tanta musica. E' difficile scegliere quella che piu' lo identifica, perche' come ogni artista lui e' in ogni sua opera. Cosi' scelgo quella canzone che per me e' piu' significativa ora, quella che ogni volta che la sento mi fa scendere i brividi lungo la schiena. Quella che mi commuove e mi risuona dentro come un vecchio canto dei nativi americani “Forever Young”. Poiche' e' un compleanno la celebrazione vuole comunque un omaggio e allora posto una chicca, una interpretazione intensa e di estrema eleganza fatta da Joan Beaz... altro mito della music Folk e dei diritti umani, soprannominata l'usignolo di Woodstock e oggi nonna felice che ancora calca le scene con la solita elegante intelligenza. Un regalo doppio. Da brivido appunto.

Da cervello in fuga a italiana di frontiera...

posted May 20, 2010 11:51 AM by Annalisa Ippolito   [ updated Sep 17, 2010 11:38 AM ]

Fino ad oggi ero finita nel girone uno “cervelli in fuga” dal Bel Paese, anni all'estero per sperimentare, specializzarmi e trovare spazi che in Italia si fanno sempre piu' esigui al seguito di un marito dalle mille idee... e pure bizzarre. Ora sento di essere in uno spazio diverso, e lo preferisco. Lo spunto me l'ha offerto un incontro sulla formazione organizzato a Bologna da un network di enti che si occupano della formazione nelle aziende e delle relative forme di finanziamento pubbliche o private che siano. 
Uno dei relatori e' stato Roberto Bonzio, giornalista Reuters con un progetto molto particolare sulle orme degli italiani imprenditori negli Stati Uniti di ieri e di oggi: Italiani di Frontiera. (http://www.italianidifrontiera.com/)  Per frontiera si intende quella duplice dell'ovest americano della corsa all'oro della fine dell'ottocento e quella piu' recente della voglia di fare impresa in maniera dinamica e nuova delle genialita' un po' folli della Silicon Valley... ma le due sono interconnesse e intrecciate alla storia particolare della zona e di San Francisco.
Roberto con il suo diario di viaggio ci ha raccontato le vicende della sua famiglia che si e' trasferita con lui per sei mesi negli Stati Uniti per vivere quest'avventura e questa avvincente ricerca storica. Ci porta a spasso avanti e indietro nel tempo e racconta le vicende del cacciatore ex garibaldino tra le tribu' indiane del Nord, del fondatore dell'attuale Bank of America che era appunto un Italiano, fino alle imprese di oggi tra avanguradia e post-modernismo anzi post-post potrei aggiungere. Gli Italiani che vissero negli Stati Uniti e che favorirono con la loro fantasia e creativita' lo sviluppo di quella regione dove ancora oggi domina il pensiero possibilista che tanto affascina i nostri cervelli in fuga sono un progetto di ricerca e un messaggio di positivita'. E' proprio qui che si spiega perche' mi sono sentita una italiana di frontiera piu' che un cervello in fuga. In realta' non sono mai fuggita, l'idea della fuga non mi piace e non mi si addice, ero solo andata a curiosare in giro per il mondo, con mio marito, le “possibilita' di fare” che ci sono state offerte. Poi, come ho scoperto, la maggior parte delle imprese  della Silicon Valley ha la caratteristica di poggiare su opportunita' colte al volo con un pizzico di follia e di intuiti seguiti per caso e per determinanzione, e personalita' eccezionali e studi eccellenti,  tra leggenda metropolitana e verita' storica. Questo aspetto non solo mi piace ma inquadra una parte del mio lavoro di questi anni. Creare uno spazio virtuale aperto in cui mettere in contatto le persone appassionate di arte del mandala. Creare un ponte tra le diverse culture che operano con il mandala e declinarlo con i media moderni e' uno dei miei obiettivi, come quello di passare ad altri lo strumento del mandala per stare meglio nel mondo. Il mio sito www.mandalaweb.info e' il frutto piu' evidente di questa ricerca, ma anche le tecniche con cui creo molti dei  miei mandala sono legate allo sviluppo di software dedicati internamente all'arte. E questo connubio tra arte e tecnologia mi sembra il modo migliore per interpretare il concetto di frontiera nel mio campo.
In questo sento di avere qualcosa in comune con queste centinaia di persone che vivono in un nuovo mondo. Anzi, lo creano un nuovo mondo, con la capacita' personale e la volonta' di seguire il sogno, di fare rete e di costituire legami virtuali che sfociano in progetti virtuosi. Qualita' queste che costituiscono il vero motore della ricerca e della sperimentazione... e della riuscita. Vale la pena tentare, perche' anche se si dovesse fallire in Silicon Valley sarai sempre uno che ha tentato una cosa nuova... diceva durante l'incontro entusiasta e contagioso Roberto Bonzio. Mi pare un incoraggiamento sublime. Tentare e' un verbo che si usa spesso nella meditazione e che gli antichi maestri suggerivano agli allievi nelle scuole sperdute sui sentieri del Tibet, non solo aspettare che siano maturi i tempi, ma creare le occasioni perche' le cose si verifichino... non e' new age spicciola, 
e' una citazione dalla Tirukkural, la 596 “Che tutti i pensieri siano di  nobile progresso, poiché allora neppure una mancanza potrà essere definita un fallimento”.  
Un bellissimo progetto quello di Roberto Bonzio, che rivaluta l'immagine degli italiani all'estero, negli Stati Uniti in particolare, fuori dagli schemi pizza, mandolino e mafia a cui siamo purtroppo abituati e soggetti. Un progetto che restituisce verita' storiche e poesia ai nostri espatriati... e per una che e' stata espatriata per tre anni e' estremamente toccante.  Soprattutto perche' ci sono tanti talenti in Italia che con caparbieta' si ritagliano il loro spazio... e questro diario parla anche di loro. Una speranza e un segno. 

Strangers: uno short film da vedere...

posted May 7, 2010 10:19 AM by Annalisa Ippolito   [ updated May 7, 2010 10:21 AM ]

STRANGERS

Una mirabile sintesi di pregiudizi, insensatezze, caso e necessita'.
Il potere dell'immagine, dei richiami simbolici, del linguaggio non verbale emerge in tutta la sua intensita' e crudezza.
La violenza e' tutta in quello che potrebbe accadere e che non accade, nella paura, nell'indifferenza e nella condivisione di situazioni spiacevoli e pericolose. Il sibilo di un treno sublima il percorso di vita in un viaggio breve con stop forzati o con cambi bruschi, in una realta' di cui siamo parte nostro malgrado. 
Difficile da digerire eppure la realta' e' cosi' banale sotto la coltre di pregiudizi e inconsapevolezza...
Annalisa

SATIRA

posted Apr 19, 2010 6:33 AM by Annalisa Ippolito   [ updated Apr 19, 2010 7:05 AM ]

Si parla molto di satira, di buona satira di mala satira, io parlerei di satira e basta.
Il buon sano vecchio metodo per mettere alla berlina costumi scostumati e ingordigie del potere.
Da sempre la satira esiste e si burla delle malefatte dei potenti verso cui i piu' deboli hanno armi spuntate se non nulle e destini gia' segnati. La satira diventa allora una buona via per rivendicare il potere della parola, per esprimere liberamente pensieri altrimenti celati e timidi. Per chiedere attraverso un sorriso amaro o sguaiato attenzione e giustizia.
Chi grida all'ingiuria ha la coda di paglia come Honore' Daumier nella Francia dell'Ottocento ricordava efficacemente con vignette sottili e sfacciate, ma sempre argute.
E ancora piu' indietro Aristofane, uno degli autori greci piu' studiato al liceo per questo profondamente odiato e poi  riscoperto negli anni, scriveva: "ingiurare i mascalzoni con la satira e' cosa nobile a ben vedere significa onorare gi onesti". 
Mi piace pensare che in giro ci sia tanta gente onesta che merita di essere onorata e mi commuove che il messaggio giunga da un esponente della cultura dell'Atene dei tempi d'oro, generatrice di una cultura mediterranea radice comune a quelle attuali. Anche la nostra.
E allora mi sono divertita a guardare in giro tra i siti e sitarelli e gli storici giornali come "Il vernacoliere!", quando posso pero' mi collego a Mamma! - http://www.mamma.am/ - che da un po' e' anche cartaceo! 
Avevo voglia di condividerlo con voi, magari vi distraete o riflettete... sicuro una risata ci scappa!

1-10 of 13