Si parla molto di satira, di buona satira di mala satira, io parlerei di satira e basta. Il buon sano vecchio metodo per mettere alla berlina costumi scostumati e ingordigie del potere. Da sempre la satira esiste e si burla delle malefatte dei potenti verso cui i piu' deboli hanno armi spuntate se non nulle e destini gia' segnati. La satira diventa allora una buona via per rivendicare il potere della parola, per esprimere liberamente pensieri altrimenti celati e timidi. Per chiedere attraverso un sorriso amaro o sguaiato attenzione e giustizia. Chi grida all'ingiuria ha la coda di paglia come Honore' Daumier nella Francia dell'Ottocento ricordava efficacemente con vignette sottili e sfacciate, ma sempre argute. E ancora piu' indietro Aristofane, uno degli autori greci piu' studiato al liceo per questo profondamente odiato e poi riscoperto negli anni, scriveva: "ingiurare i mascalzoni con la satira e' cosa nobile a ben vedere significa onorare gi onesti". Mi piace pensare che in giro ci sia tanta gente onesta che merita di essere onorata e mi commuove che il messaggio giunga da un esponente della cultura dell'Atene dei tempi d'oro, generatrice di una cultura mediterranea radice comune a quelle attuali. Anche la nostra. E allora mi sono divertita a guardare in giro tra i siti e sitarelli e gli storici giornali come "Il vernacoliere!", quando posso pero' mi collego a Mamma! - http://www.mamma.am/ - che da un po' e' anche cartaceo! Avevo voglia di condividerlo con voi, magari vi distraete o riflettete... sicuro una risata ci scappa! |
